L’11 giugno a Milano, l’Italy Sushi Cup decreterà il miglior sushiman italiano del 2026. Il vincitore (o la vincitrice) volerà il prossimo agosto a Tokyo per partecipare alla World Sushi Cup 2026, competizione che elegge ogni anno il miglior sushiman non giapponese del mondo.
Per conquistare il titolo ed avere così l’onore di rappresentare l’Italia nella sfida di quest’estate, i concorrenti dovranno dimostrare competenze tecniche, attenzione all’igiene e alla sicurezza alimentare, conoscenza degli stili base tradizionali e presentare il proprio stile personale, cimentandosi in cinque prove: Katsuramuki (pelare e tagliare una radice di daikon in un unico “foglio” sottile ed uniforme, lungo almeno un metro e alto circa 12 cm); Sanmai Oroshi (metodo tradizionale di sfilettatura del pesce); Sashimi Moriawase (tagliare e comporre un piatto di sashimi comprendendo i quattro stili di taglio classici – Hikizukuri, Hirazukuri, Sogizukuri e Usuzukuri); Edomae Sushi (presentazione di almeno 35 elementi – tra nigiri, gunkan, hosomaki, nakamaki/futomaki, kazarizushi, kazarimaki, battera/hako/sugata e temaki) e una composizione di Sushi creativo.
A valutarle una giuria internazionale, presieduta quest’anno dal sushi master Yamazaki Gentaro e composta da rinomati sushi chef (Hirazawa Minoru, Kawada Junko, Wagner Spadacio, Kyoko Higuma e Micaela Giambanco).




L’Italy Sushi Cup non è una gara aperta a tutti. Possono partecipare solo gli chef in possesso del Sushi Proficiency Certificate ottenuto con il Corso Professionale Base AIRG‑WSSI, organizzato da Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi (AIRG) insieme al World Sushi Skills Institute (WSSI), l’unico istituto riconosciuto dal Governo giapponese per l’insegnamento professionale del sushi fuori dal Giappone.
Ad aggiudicarsi il titolo nella precedente edizione Gianni Fernando, nome italianizzato del sushiman di origine cingalese Kurukulasuriya Shehan Laksha Fernando, residente a Napoli dal 2013. A chi cederà lo scettro, lo scopriremo fra qualche giorno!